Indignati cristiani uniti

Group Against world degeneration process
(Gruppo Contro il processo di degenerazione del mondo).
Tam Tam, indignati cercano Terza via per rendere etica l'economia...

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IL TEMA DA AFFRONTARE:

CI RENDIAMO CONTO CHE L'UMANITÀ NON È STATA CREATA DAL SIGNORE
PER DIPENDERE DA WALL STREET ?...

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Noi, INDIGNATI, con il nostro Tam TAM vogliamo far conoscere a quante più persone possibili, attraverso i potenti mezzi che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione, il valore sociale del “Manifesto della Finanza Etica e Solidale” per ingrandire la famiglia della così detta  società civile organizzata ad espansione progressiva.
Ad oggi si tratta di un consistente movimento organizzato su scala internazionale. In generale si parla di O.F.E. (organizzazioni di finanza etica). Il movimento delle O.F.E. ha origini e natura analoghe a quello delle organizzazioni non governative e di quelle cooperative, e come queste è espressione della cultura della democrazia economica; una forma particolare di carità all'insegna dell'economia alternativa partecipata.

Tam Tam, indignati cercano Terza via per rendere etica l'economia...
di Frate Sole.Sicily

Carissimi amici della rete web, la vita è bella. Perché sprecarla inseguendo cose futili e passeggere? Se ci sono persone, al mondo, che non se ne preoccupano e accettano passivamente questo stato di cose, per i credenti di qualunque religione e per i laici “umanisti” (che hanno a cuore le sorti dell'uomo e del pianeta), ciò che sta accadendo a livello mondiale sul piano economico-finanziario non è giusto, non è vero e non è buono.

       Non è cosa giusta che il sistema universale che regola le relazioni economico-finanziarie fra gli stati e i suoi membri sia entrato in crisi per responsabilità di pochi a danno di stratantissimi uomini e donne di questo pianeta.
“Mentre si accresce l’instabilità del sistema e i governi sono impegnati a fronteggiare la crisi mondiale, secondo l'ultimo rapporto annuale sulla ricchezza mondiale di Merrill Lynch (banca d'affari) e Cap-gemini (società di consulenza aziendale), i milionari del mondo sono aumentati dell'8,3% e la loro ricchezza finanziaria è cresciuta del 9,7% raggiungendo la cifra complessiva di 42.700 miliardi di dollari”.
I ricchi non piangono per niente...anzi, sono in aumento. Nel 2010 gli individui che disponevano di un patrimonio investibile di circa 700 mila euro sono stati circa 11 milioni ( 170.000 solo in Italia). Questi 11 milioni di persone rappresentano lo 0,2% della popolazione mondiale. Meno dell’1% di loro è un “super ricco” con un patrimonio di  circa 22 milioni di euro”.
“Il patrimonio delle tre persone più ricche al mondo è maggiore del PIL congiunto di tutti i Paesi meno sviluppati”.

       E' questa la globalizzazione? O possiamo parlare di Colonialismo planetario dove l'imperatore è chi detiene il capitale?
Comunque sia, è questo il modello di economia e di finanza selvaggia e senza regole che governa lo sviluppo degli stati, “radicalmente centrato sul consumismo, che pone come legge assoluta quella del mercato e trasforma la globalizzazione in una unificazione della ricchezza del mondo in mano a poche persone in grado di gestire ogni aspetto della vita,” omologandone gli stili e i bisogni e determinandone il fine ultimo. Una forma di ingiustizia istituzionalizzata dove chi la pratica, volente o nolente, non teme di nascondere le contraddizioni e le assurde sperequazioni prodotte dal sistema
iper-capitalistico.

       Non è cosa vera che tutto ciò che accade nel mondo abbia il suo inizio e il suo fine con e nell'economia. L'economia è per l'uomo o l'uomo è per l'economia?
        E' possibile che miliardi di persone, quotidianamente, siano assillate e quasi ossessionate dall'andamento dei mercati? Il loro vivere è sapere se l'indice delle borse sale o scende:
 
“…si aspettano le decisioni della Fed, ma New York cresce nell'attesa ... Borse europee in rialzo: cala solo Madrid… A Londra l'indice Ftse 100 avanza dell'1,89%. ... Milano fallisce il rimbalzo e scende dell'1,10%. ... Per sapere come va l'economia bisogna seguire l’andamento dei mercati finanziari: sale, scende, crolla, rimonta”…
Sembra che l'indice borsistico che scende e che sale sia divenuto l'unica bussola in grado di orientare il cammino dell'umanità. Tutti sappiamo o avvertiamo che ciò è una bugia; un falso storico, una menzogna acquisita passivamente dal sistema come prodotto del pensiero unico.

          Non è cosa buona che i credenti di ogni religione e in particolare i cristiani di cui mi onoro di far parte, ivi compresi i laici illuminati del pianeta, non si indignino per quanto accade sotto i loro occhi e... nelle loro tasche.
       Non è cosa buona per noi che facciamo parte del 99,8% della popolazione mondiale accettare passivamente le conseguenze degli atti determinati scientemente dallo 0,2% dei detentori dello strapotere economico.
       Non è cosa buona che il futuro dell'umanità debba dipendere da... Wall Street se ciò che essa rappresenta condiziona l'essere umano addirittura fin nell'individuazione dei bisogni primari e nella definizione della gerarchia valoriale sociale e individuale.

        Non è cosa giusta, vera e buona che coloro che si sono resi conto dell'assurdità del modello di sviluppo scelto dalle nazioni, capace di produrre, nei fatti, crisi periodiche, recessione, squilibri e sperequazione, soprattutto per la natura ambiziosa e spregiudicata degli uomini che lo governano, e sperimentalmente incapace di garantire il benessere delle popolazioni e lo sviluppo sociale civile e pacifico in ogni continente, che possano continuare a tacere e a far finta di niente. Chi tace, magari nutrendo nel proprio intimo la convinzione che ormai non c'è più niente da fare, si rende complice di un sistema disumano, iniquo e non più sostenibile. E ciò non è cosa giusta, vera e buona. 

      Sicuramente tutti gli uomini e le donne di buona volontà, ma inevitabilmente noi credenti, sentinelle del mattino” (G. P. II), abbiamo il compito di vigilare e, come portatori di speranza nuova”, abbiamo il compito di osservare cosa avviene nel Giardino di Dio. In modo particolare, dobbiamo saper valutare la qualità dei... “frutti dell’albero” che in esso vi crescono. Se, come dice Gesù: “Un albero buono non può dare frutti cattivi, né un albero cattivo dare frutti buoni… Voi dunque li riconoscerete dai loro frutti”, guardando bene i risultati della crisi economica che sta interessando moltissime nazioni del nostro pianeta, ne deduciamo che, come abbiamo già detto, l'”albero” del nostro sistema economico e finanziario, producendo frutti cattivi, non è assolutamente un albero buono. Di conseguenza, possiamo pensare, ipso facto, di decidere di potarlo o, addirittura, di tagliarlo alla radice.

        Già il Papa beato Giovanni Paolo II, durante il suo pontificato ha condannato severamente “…il capitalismo sfrenato e il consumismo, considerati antitetici alla ricerca della giustizia sociale, causa d'ingiustificata sperequazione fra i popoli e lesivi della dignità dell'uomo”. Ma sia lui, che noi nel nostro piccolo, siamo consapevoli che un sistema economico-finanziario, implementato in tutto il mondo, non può essere sradicato come se niente fosse e senza immaginare conseguenze devastanti per le nazioni che hanno affidato la loro crescita e il loro sviluppo al libero mercato.
       Consapevoli, peraltro, che anche il modello comunista, che Papa Wojtyla  paragonava ad “un capitalismo burocratico di Stato, …"peggiore" dello stesso capitalismo”, nei Paesi del socialismo reale è entrato in crisi, con l'implosione dell'intero sistema socio-economico ed effetti deflagratori sull'assetto geo-politico di quegli stessi paesi, ci chiediamo e vi chiediamo: esiste in atto una terza via? Una via di uscita per l’umanità?...

          Per quello che ci è dato sapere:

  • già agli inizi del Novecento “il nascente movimento fascista aveva teorizzato la Terza via come sistema politico, culturale, sociale ed economico alternativo a quelli capitalista e comunista”;

  • non pochi considerano l'enciclica Sollicitudo rei socialis del Papa Giovanni Paolo II come “una valida summa di tutti i principi etico-politici della Terza via fra capitalismo e socialismo”;

  • “negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso si è parlato della cooperazione come Terza via fra l’economia privata e l’economia pubblica”;

  • oggi, sulla base di una esperienza ventennale, si va diffondendo sempre più l'idea che la nostra Era è finalmente pronta e matura per la costituzione di un sistema economico e finanziario planetario se non del tutto alternativo, sicuramente integrativo; una sorta di Terza via economica: la così detta Finanza Etica.

    Finanza Etica, Economia equo e solidale, Economia del dono, Monete complementari, Microfinanza, Banca etica, Banca del tempo, Barter, Etica della reciprocità, Consumo responsabile, Botteghe del Mondo, GAF (Gruppi di Acquisto Famigliare), Gruppi di Acquisto Condominiali, di quartiere, di Associazioni, di Parrocchia... sono tutti temi degni di approfondimento per chi volesse saperne di più a sostegno delle ragioni di un improcrastinabile impegno personale e di gruppo alla ricerca della Terza via globale.

          Tam Tam.
       
Indignati cristiani, di altre confessioni religiose e laici uniamoci, facciamo sentire i nostri tamburi, suoniamo le nostre trombe, diffondiamo nell'universo della rete il nostro tam tam...
        Proponiamo all'intero pianeta il modello esistente di sviluppo sostenibile multietnico, multiculturale e multireligioso, basato sull'Economia  Equo e Solidale
che ha già una sua organizzazione mondiale, la WFTO (World Fair Trade Organization) e sulla Finanza Etica e Solidale
Ricordiamo che non si tratta di una economia alternativa ma integrativa, capace di proporsi come modello moralizzatore e regolatore dell'economia di mercato che, invece, è governata da pochi (0,2%) a danno della parte rimanente della popolazione mondiale (99,8%).
       Non abbiamo alternative, dobbiamo renderci conto, una buona volta per tutte, che “
la finanza trasnazionale rappresenta uno dei poteri forti che determina l'attuale situazione di crisi mondiale. Le operazioni speculative non hanno più nessun legame con l'economia reale, e sono in grado di condizionare i governi, facendo cadere i costi della crisi su tutti i cittadini.Ormai il mercato finanziario si sviluppa indipendentemente dalla crescita economica reale, dalla produzione di ricchezza e dall'occupazione”.

          Ecco il perché di questo gruppo.
        
Vogliamo, come gruppo di amici di Facebook credere che sia possibile creare le condizioni per un mercato solidale ed una economia etica. Vogliamo riflettere insieme, magari coinvolgendo con un bel passa-parola (Tam Tam),  su questa possibilità di verificare a che punto sono giunte le ricerche e le esperienze compiute su questa famigerata Terza via che in molti stati, ormai da un ventennio, vengono portate avanti con coraggio ma anche con determinazione da parte di valorosi pionieri.

        Sarà veramente possibile consegnare ai nostri giovani un pianeta etico, equo e solidale? Noi di una certa età siamo ormai corrosi da un sistema consumistico che ci ha storditi al punto tale che, rispetto a certe problematiche di vitale importanza per il futuro della convivenza civile e pacifica in tutte le parti del mondo, siamo portati ad assumere un atteggiamento comune, ed in questo senso veramente globale: lo scetticismo.
        Ma loro no. I giovani iniziano a coltivare sogni e speranze, e se noi li aiutiamo in questo delicato passaggio dalla dimensione ideale a quella reale attraverso una ricognizione quanto più ampia e più seria possibile sulla creazione di una nuova “Arca di Noè” (la Terza via), potremo essere sicuri che troveranno da soli, e meglio di noi, la direzione giusta per un futuro certo e prosperoso per loro stessi e per le future generazioni.

        I giovani capiscono dove sta il bene x l’umanità ma vogliono essere aiutati a capire come realizzarlo.
Lo dimostra il fatto che 2 milioni di giovani, provenienti da 190 Paesi dei 5 continenti: Oceania, Africa, America, Asia ed Europa, si sono riuniti a Madrid con il Papa Benedetto XVI per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù in nome della fede. E’ stata un’invasione pacifica, gioiosa e disinteressata, cioè gratuita, senza nessun altro fine se non quello di testimoniare che in loro è viva la speranza in Cristo Gesù e che è possibile realizzare un mondo più giusto dove sia l’amore di Dio a trionfare.

           Conclusioni.
       Carissimi amici e amiche giovani, che conoscete al meglio l’uso dei social network, mettete a disposizione la vostra competenza e la vostra passione per questa causa comune che interessa le tasche, il lavoro e le prospettive di sviluppo per tutti, voi e i vostri genitori compresi, coinvolgendo quanti più amici possibili perché si crei un gruppo numerosissimo sempre più consapevole che vanno compiute delle scelte a livello di economia globale ormai improcrastinabili. E anche se di economia non ne capiamo un bel niente (io compreso) ci saranno quelli più capaci di noi a farci capire come funzionano veramente le cose in questa galassia che non si vede a occhio nudo ma che ci condiziona anche quando dobbiamo avere i soldi per stare con gli amici o soddisfare i nostri bisogni primari.

       Voglio concludere, nello spirito che ha riunito tutti i Rappresentanti delle varie Religioni del mondo per l’incontro internazionale di pace ad Assisi nel 1986 e nel 2002 con Papa Giovanni Paolo II, e con l’ansia pastorale espressa dal Santo Padre, durante la XX Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 1987, pronunciando le parole: “Spero che questo messaggio possa offrire occasione a ciascuno - uomo o donna - di approfondire il suo impegno per l'unicità della famiglia umana nella solidarietà. Sia uno sprone che incoraggi tutti noi a cercare il vero bene di tutti i nostri fratelli e sorelle, in un completo sviluppo che favorisca tutti i valori della persona umana nella società”.

          Invito.
       Per rendere sempre vivo questo messaggio del beato Giovanni Paolo II e porlo alla base del nostro impegno nel quotidiano, invito tutti gli amici, a qualsiasi estrazione culturale o religiosa essi appartengano, di passare parola… di avviare un Tam Tam di gruppo in gruppo e di amico/a ad amico/a perché questa marcia rivoluzionaria che iniziamo possa portarci ad un incontro ravvicinato, fra tutti coloro che hanno capito che non si può più rinviare la ricerca di una terza via che renda etica l’economia e la finanza per il bene supremo e il futuro pacifico e civile dell’umanità.

        Il nostro tam, tam dovrà diffondere il desiderio di compiere la scelta epocale di dare un'anima alla finanza per non consegnare ai nostri giovani un mondo falso, ostaggio dei falsari, mercanti cinici e senza scrupoli indifferenti ai bisogni reali dell’uomo, della società e dell’ambiente.

        Diffondiamo con tutti i mezzi che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione, primo fra tutti Facebook, il valore sociale del “Manifesto della Finanza Etica e Solidale” con il motto:
“indignati cercano Terza via per rendere etica l’economia”.

 
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